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Partorire con un VBAC cioè per via vaginale dopo precedente singolo taglio cesareo è sicuro ed appropriato. Parola alle linee guida nazionali ISS (numero 22) sul taglio cesareo che riportano:

  • L’ammissione al travaglio, in assenza di controindicazioni specifiche, deve essere offerta a tutte le donne che hanno già partorito mediante taglio cesareo.
  • In relazione all’aumentato rischio assoluto di rottura d’utero, la possibilità di un parto vaginale dopo taglio cesareo è controindicata in caso di pregressa rottura d’utero, pregressa incisione uterina longitudinale e in caso di tre o più tagli cesarei precedenti.
  • Alle donne che hanno già partorito mediante taglio cesareo deve essere garantita un’adeguata sorve- glianza clinica e un monitoraggio elettronico fetale continuo nella fase attiva del travaglio. La struttu- ra sanitaria deve assicurare l’accesso immediato alla sala operatoria e alla rianimazione e la pronta disponibilità di emotrasfusioni, nell’eventualità di un taglio cesareo d’urgenza.
  • È necessario che i professionisti sanitari forniscano alla donna con pregresso taglio cesareo infor- mazioni rispetto alla probabilità di partorire per via vaginale in base alla sua storia clinica e in base alla casistica della struttura ospedaliera.
  • In aggiunta alle informazioni cliniche sulle modalità di parto, è necessario fornire alle donne con pre- gresso taglio cesareo indicazioni relative alle caratteristiche e all’organizzazione della struttura e in- formazioni specifiche sulle modalità assistenziali in uso (induzione del travaglio, utilizzo di ossitoci- na, uso di parto-analgesia, uso del parto operativo vaginale profilattico), in quanto tali aspetti posso- no condizionare gli esiti relativi alla salute materna e feto-neonatale.

Dunque la scelta di un parto vaginale dopo taglio cesareo è un buona pratica clinica ed è da considerarsi obsoleto il pensiero per cui dopo un taglio cesareo sia necessario ripeterne un altro.

VBAC la definizione e i vari acronimivbac cesareo

VBAC: vaginal birth after Csection cioè parto vaginale dopo parto cesareo

HBAC: home birth after Csection cioè parto in casa dopo parto cesareo

VBAmC: vaginal birth after multiple Csection cioè parto vaginale dopo multipli cesarei (la m può essere sostituita con il numero di cesarei)

HBAmC: home birth after multiple Csection cioè parto in casa dopo multipli cesarei (la m può essere sostituita con il numero di cesarei)

TOLAC: trial of labor after c-section cioè travaglio di prova dopo parto cesareo

Per molto tempo si è pensato che la modalità più sicura, per madre e feto, di affrontare una parto fosse attraverso un taglio cesareo reiterato se la madre precedentemente aveva già effettuato questo intervento. Si credeva che l’utero materno dopo un taglio cesareo non sarebbe più stato in grado di contrarsi e partorire senza incorrere in grandi rischi. Questo pregiudizio, non sostenuto da evidenze scientifiche, ha portato negli scorsi decenni ad un aumento esponenziale di tagli cesarei perchè “once c-section always c-section” , per fare un esempio: una donna madre di tre figli con il primo parto cesareo per presentazione podalica invece di 1 cesareo ne avrebbe fatti 3. 

Parto vaginale dopo cesareo, è più rischioso?

Gli le ricerche e gli studi scientifici negli ultimi anni sono stati numerosi e hanno invece evidenziato che il rischio di rottura d’utero durante un VBAC è ridotto. Questa sicurezza si ha se l’assistenza al travaglio e parto avviene nel rispetto della fisiologia. Si è osservato che le rotture d’utero registrate precedentemente erano associate al verificarsi di altri fattori, come: le induzioni farmacologiche non necessarie o l’utilizzo di tecniche invasive come ventosa e manovra di Kristeller per velocizzare il travaglio e l’espulsione. Un grande passo avanti è stato fatto negli anni anche dalla chirurgia che ha migliorato molto la tecnica di taglio cesareo, migliorando gli esiti di cicatrizzazione uterina e riducendo i rischi di rottura d’utero nelle gravidanze e nei parti successivi.

Partorire con parto vaginale riduce i rischi associati all’intervento chirurgico. E’ associato ad una ripresa fisica post-parto più rapida, meno dolorosa, ad un tasso di allattamento maggiore, ad una minor mortalità e morbilità materna e fetale.

Il VBAC può essere una grande risorsa, un momento cruciale anche per rielaborazione dei parti precedenti.

Dopo quanto tempo da un taglio cesareo si può fare un VBAC?

In Italia non abbiamo delle linee guida nazionali che indichino un tempo minimo tra pregresso TC e parto vaginale. Per questo motivo le tempistiche suggerite possono essere diverse a seconda del professionista o del punto nascita. In linea generale l’intervallo minimo richiesto sembra essere di 18-24 mesi.

“Alcuni studi riportavano un rischio minore di rottura uterina dopo un lasso di tempo di 18 mesi, che diminuiva ulteriormente ridotto dopo 24 mesi. Questi studi non sono stati comunque ritenuti significativi in termini di metodologia e di numerosità del campione. Di fatto, dopo sole sei settimane la cicatrice uterina, in assenza di complicazioni, è perfettamente marginata. Le linee guida Inglesi riportano testualmente che un intervallo superiore ai 12 mesi non è indice di esclusione dal vbac, infatti un recente studio ha dimostrato che un periodo inferiore ai 12 mesi non incrementa il rischio di rottura uterina ma può incrementare il rischio di parto pretermine.” (Innecesareo)

In quali casi è controindicato?

Un travaglio di parto dopo taglio cesareo è controindicato in questi casi:

  • Precedente rottura d’utero
  • Chirurgia del precedente cesareo non classica/obsoleta: precedente incisione dell’utero a T, incisione longitudinale del corpo uterino o incisione fundica
  • Patologie mediche o ostetriche che controindichino un parto per via vaginale (es. gravi cardiopatie materne, placenta previa, ecc.)
  • Impossibilità di poter contare su un’organizzazione che garantisca un taglio cesareo in emergenza.

Come approfondire?

Se hai partorito con parto cesareo e desideri un parto vaginale per la tua prossima gravidanza (o gravidanza in corso) parlane con il tuo ginecologo o con la tua ostetrica di riferimento. Saprà darti informazioni più precise rispetto la tua situazione clinica e alle risorse territoriali presenti nella tua città.
Altre informazioni:

Linee guida ministero della salute “Taglio Cesareo”

https://www.innecesareo.it/tutto-sul-vbac

Hai già ascoltato il racconto di Virginia ospite del podcast “Nasciamo tutti così”? Lo puoi trovare qui.

Le fotografie presenti in questo articolo sono della fotografa Giulia Morandi e fanno parte del suo progetto “Maternità ad alto contatto”, ecco come lo racconta Giulia:
“Il mio progetto “Maternità ad alto contatto”, nasce dal voler dar voce alle mamme che incontro e che mi raccontano le loro esperienze di parto, esperienze a volte difficili e traumatiche, altre volte serene e da manuale, e comunque sempre esperienze molto diverse e significative tra loro. Ho pensato di raccontare fotograficamente le storie di queste donne e dei loro corpi che si sono trasformati e portano i segni di questa metamorfosi.
Ho raccolto storie di donne che per anni hanno nascosto cicatrici e profonde smagliature dovute alla gravidanza, nascoste per la vergogna di un corpo imperfetto per loro, un corpo da non mostrare.
Ho raccolto storie di donne che non riescono a riconoscere il loro corpo in attesa, perchè troppo importante, troppo pesante, e lo nascondono dietro a vestiti che non lasciano vedere le forme, sicure che sarà solo un lontano ricordo.
Questi racconti sono stati funzionali ad una trasformazione profonda in loro, un’accettazione della loro nuova identità. Sono corpi di donne che hanno messo al mondo la vita, e che hanno affrontato questo cambiamento con un amore rinnovato per se stesse.
Questi racconti servono a tutte le donne, non esiste una storia priva di alti e bassi e far sapere che la gravidanza ha mille sfaccettature, ma che da ogni esperienza, che sia negativa o positiva, si possa uscire più forti e rinnovati, dà loro la forza di sorridersi ancora.”

 

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