ecografie in gravidanza

L’avvento delle ecografie in gravidanza, negli anni 70, ha rivoluzionato l’assistenza ostetrica ginecologica con positivi effetti sulla salute di madri e bambini.

Con il passare del tempo l’entusiasmo verso questo nuovo strumenti e il desiderio di studiarne sempre di più i possibili risvolti ha portato, in molti casi, ad un uso eccessivo della valutazione ecografica.

E’ importante chiedersi dunque quale sia la giusta misura, quanti e quali ecografie in gravidanza servono davvero? Prosegui a leggere l’articolo per saperne di più.

Quante ecografie in gravidanza vengono eseguite in media da ogni donna?

 

Dall’analisi dei dati ricavati dal CeDAP 2020 emerge che circa il 73% delle donne in Italia esegue più di 3 ecografie durante i nove mesi. Il 36% delle donne ne esegue 7 o più.

Il CeDAP è il certificato di assistenza al parto, un documento statistico che viene raccolto per ogni nascita avvenuta in Italia. Questo documento ci permette di analizzare moltissimi aspetti legati alla maternità e alla nascita e vederne i cambiamenti anno dopo anno.

Sei in gravidanza e desideri iniziare già da ora a relazionarti con il tuo bimbo o bimba, scopri come fare in questo articolo ⬇️

cinque sensi fetali

Quali ecografie raccomanda il Ministero della Salute?

Il Ministero della Salute raccomanda l’esecuzione di due ecografie di routine: una nel primo trimestre, detto ecografia di datazione, e una nel secondo trimestre, chiamata morfologica.

Qui puoi leggere le linee guida per la gravidanza stilate dal Ministero della Salute.

 

A cosa servono le ecografie ministeriali?

 

L’ecografia di datazione, che viene eseguita tra l’11esima e la 13esima settimana, come è intuibile ha lo scopo di datare la gravidanza, ma non solo. Oltre a confermarti o no la data presunta del parto calcolata sul primo giorno della tua ultima mestruazione, valuterà anche:

  • numero degli embrioni (per identificare eventuali gravidanza gemellari)
  • sede d’impianto (per escludere che si tratti di una gravidanza extra uterina)

L’ecografia morfologica, che viene eseguita a metà della gestazione, tra la 19esima e la 23esima settimana, ha l’obiettivo di indagare lo sviluppo e l’anatomia fetale. Sarà un’ecografia più lunga, circa 20-30 minuti, perché valuterà organo dopo organo che lo sviluppo fetale stia procedendo secondo i parametri attesi. Nel caso in cui alcuni valori risultassero al limite può accadere di essere rimandati ad un esame ecografico di secondo livello eseguito con macchinari più all’avanguardia e personale maggiormente specializzato.

 

troppe ecografie in gravidanza

Come si monitora il benessere e lo sviluppo fetale senza ecografie?

E’ possibile seguire lo sviluppo fetale e monitorare la sua buona salute attraverso altri strumenti non meno efficaci. Ad ogni visita mensile verrà ascoltato il battito cardiaco fetale attraverso uno strumento portatile chiamato Doppler Fetale e verranno indagati i movimenti fetali.

Attraverso la palpazione addominale verrà valutato la quantità di liquido amniotico e la posizione fetale in utero, e grazie ad un metro in tessuto si potrà misurare la distanza tra sinfisi pubica e fondo uterino così da monitorare mese per mese l’adeguata crescita fetale.

 

Due ecografie sono sempre sufficienti?

Anche se è vero per la maggior parte non tutte le gravidanza sono fisiologiche, in alcuni casi le ecografie necessarie saranno più di due. Questo avverrà se in un qualunque dei bilanci di salute, delle ecografie precedenti o delle misurazioni rilevate con la distanza sinfisi-fondo dovessero esserci dei dati dubbi o borderline. In quel caso sarà indicato approfondire con una o più ecografie di secondo livello.

 

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