Nasciamo tutti così
2x4 - E' nato con la camicia!: Elisabetta | Nasciamo Tutti Così Podcast
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L’episodio di oggi è in collaborazione con Minibanda, il nuovo marchio di abbigliamento e accessori dedicato ai più piccoli, da 0 a 24 mesi. Minibanda è un brand di Miniconf, azienda italiana che da oltre 45 anni crea e distribuisce esclusivamente abbigliamento per bambini.

Per ascoltare l’intervista ad Elisabetta guarda il video su YouTube

Trascrizione episodio 2×4 Nasciamo tutti così

Raffaele, il mio primo figlio è nato pochi giorni prima che la vita di tutti noi cambiasse per molto tempo. non avevo immaginato così i nostri primi momenti insieme,soli, a casa, senza poterlo orgogliosamente presentare ad amici e parenti, non avevo immaginato così neppure la mia gravidanza, definita “a rischio” per un importante accorciamento del collo dell’utero tra quinto e sesto mese.

Tante cose sono state diverse, questo percorso non ha certamente seguito l’iter che la mia mente si era prefigurata, ma proprio per questo sento il bisogno di raccontare di me, di noi. Perché nonostante tutto sogno il momento in cui potrò, spero, rivivere nuovamente gravidanza e parto.

Come dicevo la mia gravidanza non è stata proprio da manuale, un paio di ricoveri, prima appunto per rischio parto prematuro, una paura che abbiamo lentamente abbandonato settimana dopo settimana, per colestasi gravidica, dopo verso l’ottavo mese.

Infine una pandemia, che vissuta con un marito specializzando in PS mi è parsa da subito vicina e pericolosa.

Il pensiero che potesse ammalarsi, non essere al mio fianco durante la nascita di Raffaele mi faceva desiderare di partorire il prima possibile, proprio dopo mesi passati a pregare che aspettasse.

La  mattina di lunedì 9 marzo, in occasione di un controllo di routine a causa dei miei problemi di salute, vengo ricoverata per effettuare ulteriori analisi. Nel pomeriggio, quasi insieme a mio marito, giungono i risultati.

La colestasi è peggiorata, bisogna accellerare la nascita del bambino.

Ricordo la mia disperazione, in un istante il mio sogno di parto naturale, quasi fosse un riscatto per la gravidanza difficile ormai giunta al termine, naufraga.

Sono davvero così sbagliata? Perché non ci sono riuscita da sola?

Mi portano in una delle sale parto e prima di avviare il primo step di induzione mi visitano e lì mi dicono una cosa che sono certa abbia segnato la svolta nella mia esperienza di parto: “guarda in realtà sei già dilatata di 1 cm! probabilmente da qui a poco potresti partorire anche da sola ma ti diamo comunque una spinta in più perchè con i valori che hai non possiamo rischiare di far trascorrere troppo tempo!”.

Questa cosa mi carica, il mio corpo stava già remando con me nella giusta direzione, sono felice,ora, di dargli una spinta.. dopo la prima dose di prostaglandine mi fanno itornare in camera consigliandomi di dormire perchè più tardi avrebbero fatto la seconda dose, visto che nella maggior parte dei casi, dicono, la prima non è sufficiente e non dà subito effetti.

Io e mio marito torniamo in camera elettrizzati, ci guardiamo negli occhi: siamo pronti, è il nostro momento e, qualsiasi cosa succeda, siamo insieme e per me questo è ciò che di più importante c’è.

Non riesco a dormire perchè da subito inizio ad avere contrazioni, che si fanno via via più regolari e dolorose. Dopo un paio d’ore torno in sala parto. Ricordo benissimo quella stanza: la sensazione era davvero quella di essere a casa propria. Anche l’ostetrica che ci segue è fantastica, rende subito il clima rilassato e familiare.

Purtroppo data la mia situazione devo fare tutto il parto con le placche del tracciato sulla pancia perchè devono monitorare il battito del bambino. E’ vero, è un po’ scomodo, ma dopo un minuto in realtà non  le percepisco più perchè l’unica cosa che sento è il battito del mio bambino e il dolore delle contrazioni. E’ un dolore che sale e scende, ritmico, intenso. Sono delle onde che sento di riuscire a controllare, e tutte le paure svaniscono:  con il respiro, la  concentrazione e  la presenza rassicurante di mio marito al mio fianco sento che ce la posso fare. Le contrazioni si fanno sempre più forti ho pochi secondi di riposo tra l’una e l’altra ma mi bastano per riprendere il respiro e prepararmi a quella successiva. Le accolgo una dopo l’altra vocalizzando.

Ad un certo punto sento un liquido caldo fra le gambe immagino sia la rottura delle acque, l’ostetrica mi dice che è una perdita di sangue, mi rassicura, mi sto dilatando molto in fretta. Io non sono preoccupata sono felice. Sento il cuore di Raffaele, questa è l’unica cosa che importa. Da lì a poco sento il bisogno di spingere. La fase espulsiva la ricordo come più faticosa, un’ora e mezza di attività fisica super intensa. Alle 4 in punto con una lunga spinta finale nasce Raffaele, tutto in un colpo, ancora avvolto dalle membrane. “è nato con la camicia” mi dicono “è una cosa piuttosto rara”. Io ho alcuni secondi di confusione in cui sento il mio corpo come liberato da tutta la pressione che lo aveva travolto, mi aiutano a girarmi e mi allungano questo piccolo e perfetto esserino. Sono incredula dalla bellezza di quello che ho fatto e non penso sia possibile sia davvero mio figlio. Io e mio marito trascorriamo le successive tre ore da soli con lui, in un bellissimo pelle a pelle, le tre ore più belle della mia vita.

Quelli sono gli ultimi istanti della nostra “vita normale” che ricorderò per sempre come i più incredibili della mia esistenza.

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Ciao sono Dalila, di mestiere aiuto le madri a dare alla luce i loro bambini con me c’è Carlotta, che aiuta le parole a mettersi in fila e creare immagini.

Siamo qui, insieme, per tentare di raccontarvi che cosa accade quando un bambino sceglie che è il momento di vedere il mondo, o quando è la natura a scegliere per lui.

Grazie ai vostri racconti, vi porteremo lì dove accade la magia, dove da un corpo se ne creano due.

Siamo Dalila e Carlotta e questo è “Nasciamo tutti così”, primo podcast italiano di storie di parto. 

Per ascoltare l’intervista integrale a Elisabetta  durante la quale abbiamo approfondito il suo racconto ti aspetto sul mio canale, mi trovi su youtube.com/dalilaostetrica

Grazie per aver seguito questo episodio, ringrazio ancora una volta Elisabetta  per il suo prezioso racconto, grazie a Carlotta che  cura con passione  la stesura degli episodi. 

E grazie di cuore a tutti voi che ci avete seguito in questa seconda stagione di nasciamo tutti così!

Se il podcast vi piace potete lasciarci una recensione tramite apple podcast, per contattarci o conoscerci meglio ci trovate su instagram come dalilaostetrica e ourlifewithblueblinds.

Alla prossima settimana con una nuova nascita!

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