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Nasciamo tutti così
#7. PODCAST | Il giorno in cui nacque Lisa: la storia di Francesco | NASCIAMO TUTTI COSI'
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Video podcast episodio 7

Trascrizione podcast episodio 7

Sono particolarmente emozionata oggi perchè questa storia di nascita, per la prima volta, ci arriva da un papà. Lui è Francesco e questo è il racconto di come la terra ha accolto la sua Lisa.

Abbiamo ardentemente cercato Lisa nonostante la situazione in casa non fosse idilliaca, io ero disoccupato quando è arrivata, tutti hanno creduto che la nostra bambina fosse capitata ma no, non è stato così. La gravidanza è filata liscia, lo dico sempre e quasi dimentico il covid contratto circa verso la metà della gestazione, sarà che non abbiamo quasi avuto sintomi ed entrambi lo abbiamo vissuto come “l’esserci tolti un peso” in vista dell’arrivo della nostra bimba.

Siamo stati seguiti dall’ospedale pubblico, nessun controllo ulteriore.

Durante l’attesa di Lisa ho partecipato poi, con mia moglie, a due corsi preparto. Insomma ci sentivamo pronti. Tutto era andato bene, sapevamo cosa sarebbe successo una volta iniziate le contrazioni. Eravamo sereni.

Quello che non potevamo proprio immaginare però era l’attesa nell’attesa.

Sapevo quali massaggi fare, quali posizioni espulsive consigliare, ero pronto a fare tesoro di tutte la teoria immagazzinata in quei mesi. Ma non avevo idea della possibilità che un travaglio potesse essere così estenuante per la sua lunghezza.

Le contrazioni iniziano nel primo pomeriggio di un giorno di fine gennaio, le accogliamo secondo manuale e con eccitazione. Sono le prime, sono lievi e lontane l’una dall’altra. Non si fermano però e Sara, mia moglie, non riesce a riposare molto durante quella giornata e, ahimè, neppure durante la nottata seguente.

Dopo tante ore le contrazioni non si sono fermate ma neppure molto intensificate, e la mattina seguente e sono circa ogni 8-9 minuti.

Nonostante questo a 24h ore da quella prima piccola contrazione decidiamo di recarci nel piccolo ospedale scelto per la nascita della nostra Lisa, è un poco più lontano da casa ma ci ha conquistati.

Al nostro arrivo eseguono un monitoraggio e confermano quanto già sapevamo, non sono di intensità sufficienti. Quello che a noi sembrava già la maratona è forse il riscaldamento.

DecidIamo di restare in ospedale insieme, nella stanza singola che diventa nostra.

Le ore passano, tutte uguali in verità. Una volta le contrazioni sono ravvicinate ma blande, la volta dopo sono troppo irregolari anche se intense, quella dopo ancora niente, sono completamente sparite.

Io sono lì e vorrei solo trovare il modo per rendere tutto questo meno frustrante per lei, ma l’unica cosa che posso fare è starle vicino sperando che possa bastare a farle sapere che siamo in due ad affrontare questa prova di resistenza.

Sara trova sollievo solo in piedi appoggiata al letto, per due volte si appisola e si sbilancia, rischia di cadere, la sostengo. Forse a qualcosa allora sono utile davvero.

Dopo 36 ore sveglia, 30 di contrazioni e 5 di dolore siamo arrivati a 4 cm di dilatazione, ancora troppo poco per poter lasciarci andare ad un “ci siamo!”. il ginecologo, durante l’ennesimo controllo, decide di rompere il sacco per tentare di velocizzare le cose. Sono sempre più preoccupato che Sara possa non avere le energie per affrontare ciò che l’aspetta, mi rasserena solo il fatto che da 4 milioni di anni si nasce così, non potrà davvero essere questo il parto più lungo della storia. Poco dopo iniziamo con l’ossitocina in sala parto, ritmicamente il personale sanitario, dal quale ci sentiamo costantemente coccolati, aumenta le dosi.

Le contrazioni cambiano radicalmente, Sara sente il bisogno di spingere. É distrutta e bellissima.

Cambia anche posizione, ora è accucciata sul lettino da parto e finalmente mi sento fondamentale, le sto dietro e con le braccia la sorreggo permettendole di scaricare il peso.

A quel punto le ostetriche quasi mi costringono ad uscire dalla sala per prendere un caffè, corro in bagno, divoro dure barrette energizzanti e mi ritrovo solo con me stesso a pensare che forse sì, forse ci siamo per davvero. Sono pronto davvero? Voglio assistere? In quel momento non esistono più alternative, dopo tutta la fatica fatta da Sara per dare alla luce la nostra Lisa sento che non potrei essere in nessun luogo se non al suo fianco. Rientro. Sto dietro di lei, la sorreggo. Spinta dopo spinta mi pare quasi di intravedere una testolina, Sara ha ritrovato energie, questa cosa la sprona.

Nel giro di 10 minuti quella piccolina tanto tanto attesa è sul petto della sua mamma. Io sono lì, commosso. Presente ma in disparte, voglio che si godano il loro momento, se lo sono guadagnate, mi sposto su una poltroncina, le guardo e fisso per sempre nella mente l’immagine che il mio cervello e il mio cuore collegheranno alla parola capolavoro. Nostra figlia sul petto della donna che amo.

Si volatilizzano le ore interminabili appena trascorse, ci sono solo loro due. Noi tre.

Le donne della mia vita addormentate l’una sull’altra ed io perso totalmente di loro.

Innamorato come non mai.

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Ciao sono Dalila, di mestiere aiuto le madri a dare alla luce i loro bambini con me c’è Carlotta, che aiuta le parole a mettersi in fila e creare immagini.

Siamo qui, insieme, per tentare di raccontarvi che cosa accade quando un bambino sceglie che è il momento di vedere il mondo, o quando è la natura a scegliere per lui.

Grazie ai vostri racconti, vi porteremo lì dove accade la magia, dove da un corpo se ne creano due.

Siamo Dalila e Carlotta e questo è “Nasciamo tutti così”, primo podcast italiano di storie di parto. 



Grazie per aver seguito questo episodio, ringrazio ancora una volta Francesco  per il suo prezioso racconto, grazie a Carlotta che  cura con passione  la stesura degli episodi. 

E grazie di cuore a tutti voi che ci avete seguito in questa seconda stagione di nasciamo tutti così!

Se il podcast vi piace potete lasciarci una recensione tramite apple podcast, per contattarci o conoscerci meglio ci trovate su instagram come dalilaostetrica e ourlifewithblueblinds.

Alla prossima settimana con una nuova nascita!

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